Armando Boccieri - Gobba Nasale
BLEFAROPLASTICA
BLEFAROPLASTICA

La blefaroplastica è un intervento chirurgico che ha l’obiettivo di ottenere un ringiovanimento mediante l’asportazione di cute, grasso e muscolo in eccesso da una o entrambe le palpebre.
La presenza di un eccesso cutaneo si verifica nel tempo a causa della grande mobilità a cui è sottoposta la pelle di questo distretto ed a causa del normale invecchiamento, ovviamente anche la gravità gioca un ruolo importante nel determinare questo tipo di inestetismo. L’indebolimento del muscolo orbicolare delle palpebre e del setto è invece responsabile della protrusione del grasso perioculare e della comparsa delle “borse”.
L’analisi della situazione del paziente viene effettuata mediante alcune fotografie in pose particolari con una appropriata incidenza della luce, infatti ad esempio la rotazione verso l’alto del globo oculare permette di mettere in risalto le borse adipose delle palpebre inferiori.
La cicatrice superiore è completamente nascosta in quanto decorre nella piega palpebrale, la cicatrice inferiore è praticamente invisibile in quanto è situata lungo il margine palpebrale ad una distanza di pochi millimetri dal bordo ciliare. Anche per la blefaroplastica vale il concetto di non esagerare nell’asportazione dei tessuti per non determinare complicazioni ed ottenere così un risultato sicuro e naturale.
In genere l’intervento viene eseguito con l’uso di anestesia locale con vasocostrittore ma la presenza di un anestesista è utile per ottenere una sedazione in grado di evitare al paziente la sensazione sgradevole della puntura nella palpebra e qualsiasi ulteriore fastidio.
L’intervento di blefaroplastica superiore può essere agevolmente associato all’intervento di rinoplastica, sfruttando un’unica anestesia generale, senza notevole disagio in più per il paziente.
Per quanto riguarda il decorso postoperatorio per i primi 2 – 3 giorni è presente un certo gonfiore palpebrale che successivamente si sposta inferiormente verso la guancia per poi scomparire. Le ecchimosi determinate dall’intervento sono quanto mai variabili, in alcuni casi sono completamente assenti, in altri casi possono essere presenti in vario grado, ma generalmente non durano oltre 10 – 15 giorni.
Subito dopo l’intervento per contenere il gonfiore e le ecchimosi sono utili gli impacchi freddi con cubetti di ghiaccio avvolti in cellophane e tenuti sulle palpebre ricoperte da garza o da fazzoletti di cotone. Questi impacchi possono essere prolungati anche per qualche ora con intervalli di 10 minuti ogni ora. E’ utile anche dormire con la testa alta nei giorni successivi all’intervento per far scendere velocemente e progressivamente l’edema verso il basso. Va segnalato al paziente che la fuoriuscita di qualche goccia di sangue e siero è normale per le prime 12-24 ore come pure che le palpebre possano non chiudersi completamente per effetto del gonfiore palpebrale e della paresi di alcuni muscoli determinata dall’anestesia. I punti di sutura vengono tolti dopo 3 – 4 giorni ed in questo periodo è conveniente usare occhiali da sole.

 
UNO SGUARDO PIU' INTENSO E PIU' GIOVANE

Paziente di 40 anni che presentava un eccesso di pelle in corrispondenza delle palpebre superiore che, a detta della paziente, le rendeva lo sguardo sempre stanco e l’aspetto precocemente “vecchio”.

       

 

                          


Un intervento di blefaroplastica superiore è stato in grado di mettere nuovamente in risalto la bellezza degli occhi e di restituire alla paziente uno sguardo più intenso e più giovane.

 
QUANDO IL PROBLEMA SONO ANCHE LE BORSE

Paziente di 45 anni che presenta dermatocalasi (pelle cascante) della palpebra superiore con evidenza di borse adipose della palpebra inferiore.

                                   

 

                      

 

                      

La blefaroplastica superiore ed inferiore ha consentito il recupero della piega palpebrale superiore e la scomparsa delle borse dalla palpebra inferiore: nel complesso l’intervento ha donato un’impronta più giovane alla paziente con uno sguardo più vivo.

 
Casi da 1 a 3 su un totale di 3