Armando Boccieri - Rinoplastica - La Settorinoplastica Soft
LA RINOPLASTICA SOFT

La rinoplastica oggi è diversa da quella di un tempo...

  Rinoplastica soft

Così una volta il giorno dopo
   
Rinoplastica soft

Così oggi: a sinistra il giorno dopo.
A destra il quinto giorno

Nell’ambito della settorinoplastica molto si è detto sulle tecniche chirurgiche impiegate per ottenere il migliore risultato funzionale ed estetico. Non uguale attenzione è stata prestata al decorso postoperatorio ed alle tecniche che lo possono rendere il meno traumatico possibile. Il progresso della chirurgia nasale negli ultimi anni non è stato legato soltanto all’affinamento delle tecniche chirurgiche estetico-ricostruttive ma anche al miglioramento del decorso post- operatorio.
Molto spesso ancora oggi i pazienti sottoposti a settorinoplastica lamentano terribili fastidi nell’immediato postoperatorio riconducibili per lo più a tecniche estremamente traumatiche.  Tra questi i più significativi sembrano essere:dolore, ecchimosi, ematoma, edema, sanguinamento, lacrimazione, blocco della respirazione per via nasale.  Tutto ciò può spaventare il paziente al punto tale da rinunciare all’intervento o comunque di affrontarlo senza la necessaria serenità.   
Al contrario la settorinoplastica può essere un intervento con un decorso postoperatorio tranquillo e leggero ed il paziente, anche il giorno dopo, può presentare un aspetto gradevole e socialmente accettabile. La realizzazione di questo obiettivo dipende dall’utilizzazione di alcune metodiche intraoperatorie atraumatiche tese a rendere l’intervento il più “soft” possibile.
D’altra parte l’approccio aperto, nonostante possa sembrare più aggressivo, in realtà all’atto pratico comporta complessivamente meno sequele post-operatorie e probabilmente ciò è dovuto alla possibilità di un migliore controllo del sanguinamento ed al fatto che non sono presenti incisioni all’interno del naso. L’interruzione della mucosa interna altera il delicato equilibrio vascolare di drenaggio artero-venoso e linfatico fra i distretti anatomici superficiali e profondi provocando un ispessimento dei tessuti molto lento a scomparire. 
Nell’obiettivo di evitare al paziente il tradizionale tamponamento nasale assume particolare importanza l’esecuzione di un’emostasi accurata ricercando e bloccando i punti di più frequente sanguinamento.  Nella stessa ottica,al fine di non procedere al tamponamento nasale, salvo casi particolari, si inquadrano le suture interne ed esterne di tutte le incisioni. 
Il protocollo chirurgico proposto per la settorinoplastica atraumatica si è rivelato particolarmente efficace nel determinare un decorso postoperatorio accettabile ed essenzialmente scevro da inconvenienti e fastidi.  Infatti l’attuazione di questi particolari procedure fa si che i pazienti hanno, fin dal giorno dopo l’intervento, un aspetto presentabile e gradevole.

Per maggiori dettagli su questo argomento si rimanda alla mia pubblicazione scientifica:
The atraumatic septorhinoplasty.
European Journal of Plastic Surgery.
2005; 28:343-353.